Prosegue l'inchiesta sui membri della società civile che
si riconoscono nella Casa delle Libertà

 

Alternativa culturale per la città

 

Voglia di “libertà” e alternativa. È bastato chiedere se le proposte di Dell’Utri e Briguglio – di incontrare personalità della cultura non schierate a sinistra – fossero condivise, per registrare un interesse spasmodico. Mentre 3 esponenti vicini al sen. Gentile partecipano all’incontro di Firenze per dar vita al “Manifesto liberale e riformista”, in città fioccano proposte e richieste di maggior impegno. Ha le idee chiare Francesca Gerania dell’associazione Polo Sud, la cui lista civica vicina all’UdC, ha avuto successo eleggendo Luca Gervasi. “La cultura a Destra esiste ma non è coordinata mentre la sinistra – che comunque fa solo un discorso superficiale non va a fondo sui problemi – ha occupato tutte le “caselle” nella formazione: scuola, università, case editrici; i ragazzi hanno disponibili solo “offerte” anzi, imposizioni, di sinistra. Perciò le associazioni e i singoli operatori culturali debbono incontrarsi ed organizzarsi per elaborare concrete iniziative di cui i partiti tengano conto nell’azione di governo. La cultura va lasciata a chi la fa in prima persona; gli addetti ai lavori della politica siano disponibili a recepire idee e contributi per una crescita sul piano anche amministrativo locale e nazionale. Perciò il sen. Gentile comprenda che è “poca cosa”  firmare un manifesto, farebbe meglio a concentrarsi sul perché realmente si è perso qui”. Giuliano Gullo, referente provinciale dell’associazione culturale Area, espressione della Destra sociale, è in sintonia con l’on. Briguglio, che ha un notevole rilievo in Area a livello nazionale: “Pur accettando le mille posizioni che si riconoscono in un ‘sentire di Destra’, il suo ‘liberi di non esser liberali’ è espressione tipica della Destra Sociale, che rifiuta il primato di economia e individualismo del liberismo incondizionato, e vi antepone l’uomo, la ricerca e la valorizzazione della coscienza nazionale ed europea, dei valori identitari nazionali e cristiani. In Provincia, dopo gli incontri su la riforma del mercato del lavoro ed il valore della legalità, è attivo un progetto di diffusione e su Corigliano e Castrovillari stanno nascendo nuovi Circoli di Area. Il ‘problema culturale’ ha due aspetti: il rapporto con la politica e qui è indispensabile riavviare il dialogo fra tale dimensione e quella culturale. Senz’altro la cultura di Destra è stata ostacolata, mortificata, pure dalla destra partitica. La temperie culturale non va rovinosamente ingabbiata in schemi e ingranaggi dei partiti. Si devetornare a ‘pensare’: anche per qualificare l’attività di governo. L’altro problema è coagulare le innumerevoli forze culturali e sociali che si riconoscono, in qualche modo, in sensibilità di Centro-Destra o che, perlomeno, ‘non si vedono a sinistra’. Urge un coordinamento dei gruppi culturali su Cosenza. C’è stata una certa subordinazione intellettuale della società nei confronti della sinistra, occorre uscire dal ‘complesso di colpa’ che per molti anni ha fatto provare vergogna ad una certa Destra culturale e cattolica e riprendere i grandi argomenti di dibattito, sui quali la Destra ha molto da dire”. Maria Cristina Parise Martirano responsabile cultura e scuola di FI, circa il “manifesto” e l’interrogativo sui  riferimenti della cultura del CentroDestra, trova eccessive le critiche, perché l’iniziativa ha un valore simbolico per impegnare le persone di cultura “non di sinistra”, ad assumersi la responsabilità di manifestarsi come tali o addirittura a definirsi “di destra”. È significativo che proprio chi dedica la vita alla cultura, probabilmente di formazione e impostazione liberale, rifugga da qualsiasi etichetta; mentre quelli di sinistra non hanno tali remore. Per la signora Parise è prioritario, come propone anche il Manifesto, lottare a tutto campo contro lo statalismo e per la libertà, soprattutto nella scuola. “Posso sperimentare ogni giorno che qui si annida il maggior  conformismo”, dice sicura, non sarà facile abbandonare il modello monopolistico di una scuola statalista per arrivare ad una espressione della società civile, per rispettare davvero così la libertà di scelta educativa delle famiglie”. Per lei, dopo le elezioni e vista l’arroganza del centrosinistra che guida la città, si dovrà esser propositivi in campo culturale nell’area polista; offrendo alternative valide ed impegnandosi  in attività che contrastino l’egemonia e il monopolio di sinistra.

 

Articolo uscito su IL QUOTIDIANO della Calabria pagina 19 “Cosenza”
Anno
8 163 domenica 18 giugno 2002 con lo stesso titolo