Intervista ad Antonio Patrono neopresidente dell'ANM

Riforma del CSM, primo sì

 

I quasi 9 mila magistrati italiani hanno eletto sabato scorso quello che risulta essere il più giovane fra i presidenti succedutisi alla guida dell’ANM,  Antonio Patrono, 46 anni, esponente di punta di Magistratura Indipendente (la componente culturalmente “meno a sinistra” rispetto a Magistratura Democratica, Movimenti Riuniti e Unità per la Costituzione), solida fama di pubblico ministero intransigente, al contempo dopo l’elezione al CSM (il Consiglio Superiore della Magistratura) nella sezione disciplinare,  si fa notare per la poca “comprensione” verso le toghe finite sotto inchiesta. Passato all’ufficio legislativo del Ministero di Grazia e Giustizia diventa famoso per esser stato “licenziato” pochi mesi fa dal neoministro del governo di Centro-Destra, il leghista Castelli, insieme a 4 colleghi, per aver redatto un documento molto critico nei confronti della legge sulle rogatorie internazionali. Patrono quindi non è certo “filogovernativo” pur senza i toni a volte scomposti dei più famosi esponenti del “giacobinismo giudiziario” e la sua elezione va considerata  come necessaria per tenere insieme tutte le sensibilità e le posizioni presenti nell’associazione dei magistrati.

Mercoledì, nella sua prima uscita ufficiale, ha accolto con favore l’emendamento della maggioranza per l’aumento dei componenti del CSM da 21 a 24 ma ha ribadito che non condivide comunque la riduzione rispetto agli attuali 30 seggi.

“Conosco anche per esperienza personale, avendone fatto parte dal 1994 al 1998, la quantità e la gravosità dei compiti del CSM, e non capisco come si possa pensare che essi possano essere svolti meglio riducendo il numero dei suoi componenti”

Lei ha ribadito che considera lo sciopero l’ultima soluzione possibile alla crisi in atto, sul serio una protesta così clamorosa farà bene alla Giustizia? Senza contare il ritorno del terrorismo brigatista.

“Lo sciopero ovviamente non è mai una soluzione, un fine, ma solo un mezzo di protesta a cui i magistrati pensano di ricorrere soltanto se, all’esito dell’analisi in corso sul disegno di legge presentato dal Governo in materia di ordinamento giudiziario ed in relazione al livello di considerazione che sarà rivolto dalle altre istituzione alle osservazioni conseguenti, penseranno che il ruolo istituzionale ad essi assegnato dalla Costituzione possa essere posto in pericolo. Questo rischio, ad esempio,  sembra presente già ad una prima valutazione in alcune delle soluzioni contenute nel disegno di legge, e precisamente in tutte quelle che ripropongono modelli di verticismo e di gerarchizzazione della magistratura. Il verticismo e la gerarchizzazione sono incompatibili con la natura dei magistrati, che nelle loro decisioni devono essere determinati soltanto dalla loro coscienza e dal rispetto della legge, e sono comunque sempre pericolosi per la democrazia, perché in astratto consentono di controllare tutti controllando i pochi che comandano”

La linea di confronto duro col governo è condivisa da tutti nell’ANM? È noto che Mario Cicala, candidato originario della sua corrente, era più favorevole al dialogo.

“Sono personalmente convinto che il dialogo ed il confronto siano il metodo migliore per comprendere le ragioni degli altri e per cercare di far valere le proprie. La giunta dell’ANM condivide questa mia convinzione”

Cosa pensa della proposta del sottosegretario Vietti sulla gestione, da parte della Cassazione, di una scuola per i magistrati?

“Non comprendo perché il compito di formazione della magistratura debba essere sottratto al CSM, organo di autogoverno, ed esser assegnato ad un organo giudiziario. Il disegno di legge, inoltre, prevede che i giudizi riportati dai magistrati all’esito della loro partecipazione ai corsi organizzati dalla nuova scuola dovrebbero avere una notevolissima incidenza sulla loro futura carriera. In questo modo si attribuirebbe sostanzialmente ad un organo giudiziario come la Cassazione, sia pure posto al vertice della scala funzionale processuale in quanto di ultima istanza (ma pur sempre giudice, e quindi distinto dagli altri  soltanto per le funzioni svolte), una parallela funzione impropria anche amministrativa di gestione della magistratura, erodendo in parte le competenze che in materia la Costituzione attribuisce invece al CSM. è, questo, un esempio concreto di gerarchizzazione della Magistratura”

Gruppi di giovani magistrati hanno avviato contatti col governo per discutere solo di problemi retributivi e di carriera. Un segnale contro la politicizzazione dell’ANM?

“Non credo. Anche per l’ANM, infatti,  il problema retributivo, e non solo dei giovani magistrati, costituisce questione di primaria importanza.  Infatti la retribuzione dei magistrati, sia in termini assoluti che valutata in comparazione con quella delle altre categorie professionali, deve riflettere proporzionalmente il ruolo istituzionale  della magistratura. Oggi non è così per difetto, come è stato anche riconosciuto dagli interlocutori che appartengono alle istituzioni che a ciò possono porre rimedio, e dai quali attendiamo concreti e tempestivi interventi che a ciò possano porre efficacemente rimedio”

LA NUOVA GIUNTA DELL’A.N.M.

La nuova giunta è così composta:

Patrono (MI) - Presidente

Fucci (UPC) - Vice Presidente

Aschettino (MD) - Segretario

Napolitano (UPC) - Vice segretario

Bruti Liberati (MD) - Direttore del giornale

Cicala (MI) - Componente

Carrelli Palombi (UPC) - Componente

Martello (Mov.) - Componente

Celentano (Mov.) - Componente

 

Articolo uscito su Il Quotidiano della Calabria pagine 1- 7  anno 8 n° 80
Venerdì 22 marzo 2002
con lo stesso titolo