La Disneyland del brigantaggio

Un parco storico per la rievocazione del periodo post-unitario

Sta bissando anche quest’estate il successo, per certi versi inaspettato dello scorso anno - circa 40 mila visitatori e spettatori - la "disneyland del brigantaggio" col munaciello come simbolo, figura dell'immaginario ancestrale del Sud. Stiamo parlando del "Parco storico rurale e ambientale della Basilicata" ubicato nella Foresta della Grancìa a Brindisi di Montagna, nei pressi di Potenza, dove è stato ricostruito l'ambiente paesaggistico, naturalistico e storico in cui sono vissute le genti lucane, con particolare riferimento alla pagina storica da loro scritta nell'Ottocento al tempo della grande sollevazione anti-unitaria e legittimista del 1860-1870, passata alla storia come "brigantaggio post-unitario". Coi fondi dei programmi Leader II dell'Unione europea, il sostegno della Regione Basilicata, di realtà economiche ed associative e dei Comuni della zona, la società "Piani e Programmi di azione locale" (aderente alla Compagnia delle Opere), guidata da Giampiero Perri, cerca di mettere in moto meccanismi di elaborazione culturale per riscoprire il passato e l'identità vera del popolo del Sud. Le gesta dei "briganti" lucani sono tema di una rappresentazione teatrale multimediale - "La storia 'bandita" -, detta "cinescenica" animata da ben più di 400 comparse, su testi letti da attori assai noti, che ha come palcoscenico un'area costruita ad anfiteatro. Il grande Cinespettacolo diretto dal regista Victor Rambaldi (per informazioni basta cercare il sito www.parcostorico.it) si presenta quest'anno in un’edizione rinnovata nelle scenografie, in alcune coreografie e nella narrazione. Il tema dell'amore e della gelosia si intreccia con più vigore con le vicende storiche delle Insorgenze antifrancesi, soprattutto quella del 1799 – l’autentica epopea popolare del cardinal Ruffo e dell’Armata Cristiana e reale della Santa Fede, che raccolse oltre 20 mila volontari e riuscì a liberare le terre meridionali dai ben più potenti, numerosi  ed armati, invasori napoleonici - e del brigantaggio antipiemontese (1799-1861), in cui il desiderio di riscatto e di libertà di un popolo assume i caratteri della rivolta.

Quest’anno è affidata alla calda voce di Lina Sastri  la brigantessa amata dai capi Crocco e Caruso, che introduce lo spettacolo e lo cadenza portando alla ribalta passioni, desideri, speranze e delusioni del popolo "dalle pezze al culo". Figura centrale rimane quella di Crocco (con la voce di Michele Placido) che nel racconto della vicenda umana e della rivolta sociale e politica di cui fu protagonista, dà voce all'anelito di riscatto sociale, di rivendicazione di dignità e di libertà di un popolo, quello dei cafoni, che disprezzato e umiliato, tradito e deluso,  da quelle che sperimenta di volta in volta come false promesse, insorge. Calpestati ci vendicammo,  è in questo giudizio folgorante di Carmine Crocco, che si riassume La storia bandita che è molto coinvolgente per gli  effetti speciali appunto a livello “americano”, giochi di luce, proiezioni gigantesche sui fianchi della montagna, schermi d'acqua, circondati dallo scenario selvaggio della foresta  e coi volontari sulla scena, che risultano la più autentica anima dell'evento culturale e spettacolare della Grancia. Un’opera comunitaria in quanto frutto delle genti locali e di uno staff artistico internazionale, da  Jean François Touillaud (fra gli ideatori e i promotori, insieme con Philippe de Villiers, del grande parco del Puy du Fou in Vandea, nel cuore della Francia tradizionale e al contempo post-moderna, che riesce a sfidare – per spettacolarità, qualità delle offerte, dell’accoglienza e per numero di turisti - persino la tanto più celebrata Disneyland d’Oltralpe) a Rambaldi, per la direzione artistica e la regia, a Gerardo Viggiani per i costumi e le scenografie, a Carmelina Iannelli per le coreografie, a Gianpiero Francese per il coordinamento artistico. A completare l'insieme, una colonna musicale con brani originali firmati da  Di Giandomenico, Petrosino, Eddy Napoli, Eldo Papiri, Antonello Venditti, Lucio Dalla. Le altre voci oltre a Placido e la Sastri sono di Paolo Ferrari, Orso Maria Guerrini, Nanni Tamma, Ninì Mastroberti, Barbara Mastracane. Resta da parlare de i “Comuni al Parco” la nuova iniziativa per questa stagione, che si concluderà il 23 settembre,  ideata con l’intento di valorizzare a fini turistici tutto il territorio regionale e per costruire, nel tempo, un'organica e articolata offerta finalizzata alla conoscenza luoghi, cultura, prodotti della Basilicata. Ciascuna delle giornate di apertura del Parco è dedicata ad un diverso paese della Lucania dando la possibilità di acquisire spazi per la presentazione di prodotti artigianali e agroalimentari, di libri, pubblicazioni, depliant e materiale informativo sul Comune, per l'esibizione di gruppi folk o di giovani musicisti, cultori della musica popolare tradizionale. Speriamo che i calabresi, che sceglieranno la Grancìa come fine settimana alternativo,  convincano i nostri politici a progettare qualcosa di simile.

Articolo uscito su Il Quotidiano della Calabria  pagine 1 – 11  supplemento  “Calabria Estate” anno 7 n° 232 VENERDì 24 AGOSTO 2001 con lo stesso titolo