La storia bandita

è andata in scena la prima del cinespettacolo kolossal dei briganti e cafoni meridionali

Sono ritornati da protagonisti anche quest’anno – venerdì 15 è stata messa in scena  la prima del cinespettacolo kolossal - briganti e cafoni  meridionali nella Foresta della Grancìa, al centro della Basilicata, in provincia di Potenza, nel territorio del comune di Brindisi di Montagna,  personaggi principali (ed eroi positivi una volta tanto) de “La storia bandita" che si ispira storicamente al “brigantaggio”, evoca i tragici avvenimenti che hanno duramente colpito le popolazioni rurali meridionali dal 1799 al 1870. Una megarappresentazione sintesi di teatro, danza, cinema, musica, inserita come evento principale in un parco storico, rurale e ambientale che si estende  per circa 25.000 metri quadri, ricolmo di attrattive naturali, manufatti storici di pregio – il Castello Fittipaldi e la Rettoria di san Demetrio, un’abbazia del 1500 – e di “postmoderne” riprese del vissuto antico (artigianato, cibi, utensili, animali, i falconi col rifacimento della corporazione per l’arte della falconeria), unite con scuole di danza popolare, movimento scenico, tecnologia del suono e delle luci. Il successo dello scorso anno (da giugno a settembre circa 40 mila visitatori, consenso per l’iniziativa e lodi per la preparazione e la professionalità di tutti i responsabili del parco), fa ben sperare per questa stagione che naturalmente si avvale dell’esperienza concreta per potenziare i servizi offerti e rimediare agli inevitabili problemi del “rodaggio” iniziale. Questa “disneyland del brigantaggio” col munaciello come simbolo – figura dell’immaginario ancestrale del Sud -, scaturisce dai desideri di giovani meridionali affascinati da quel che a Puy du Fou, in Vandea, territorio della Francia che ha patito per vicende storiche e per “sottosviluppo” al pari del nostro Sud, hanno realizzato con bravura e caparbietà, Philippe de Villiers ed i suoi amici artisti, ricreando un ambiente naturale e storico che, con milioni di turisti, rivaleggia con quello della multinazionale statunitense. Coi fondi dei programmi Leader II dell'Unione Europea, il sostegno della Regione Basilicata, di realtà economiche ed associative e dei Comuni della zona, la società “Piani e Programmi di azione locale” alla cui guida è Giampiero Perri, ha voluto la costruzione del parco che ha il fulcro nel cinespettacolo che abbiamo ascoltato:

“Certo, il cinespettacolo è il tassello basilare del parco a tema di montagna, storico-rurale, primo in Italia. Dalla Comunità Europea abbiamo avuto un finanziamento di 4 miliardi e 600 milioni, il valore globale è di oltre 9 miliardi – c’è perciò una forte partecipazione privata che, insieme con la pubblica, ha reso possibile generare una prima area tematica dove la gente assiste a spettacoli di falconeria, mangiare prodotti tipici, concerti, attrazioni che culminano la sera con la rappresentazione. L’aiuto pubblico è stato importante per velocizzare un processo che altrimenti avrebbe avuto bisogno di molto più tempo, però non è la chiave di volta  significativa. Basti pensare che se volessimo quantificare il valore economico del  volontariato che per 2 anni si è mosso per far partire  l’iniziativa, coi parametri economici ordinari, il costo del lavoro usualmente inteso, saremmo a cifre stratosferiche. La vera donazione economica è stata fatta dai volontari. E debbo dire, come presidente della società consortile senza scopo di lucro che dirige il progetto, il tutto è organizzato in modo tale che sia affidato tutto ai privati e quindi ci sia la possibilità per le associazioni opera-teatro, culturali del posto, di averne tutti i benefici ”.

Cultura e turismo,  sviluppo postmoderno e rimessa in gioco dell’identità profonda, che non si può cancellare, degli italiani meridionali, il tutto in un linguaggio comunicativo a tecnologia avanzata.

“Ecco,  tutta questa dimensione dello sviluppo socio-economico, integrato, a misura del territorio non è un’operazione da eurocrati visto che si fa coi fondi comunitari ma è pensata a misura di queste montagne ed in prospettiva può significare molto, non solo turismo “mordi e fuggi” da spiaggia, ma qualcosa di diverso, artigianato, commercio. C’è un effetto cascata culturale, adeguato ai nostri tempi – siamo su internet http://www.parcostorico.it/ -  si racconta una storia con respiro hollywoodiano, ci si rivolge a chi magari non ha letto o non legge libri,  e può esser intrigata da quel che vede, diventando ricettiva al materiale di supporto – come gli opuscoli storici su Insorgenze antirivoluzionarie e  brigantaggio antiunitario dal 1796 al 1870,  curati da Francesco Pappalardo ed Oscar Sanguinetti dell’ISIIN, l’istituto per la Storia delle Insorgenze e dell’Identità Nazionale o i cd musicali–  aiuterà a mettere in moto meccanismi di elaborazione culturale ed a riscoprire il nostro passato e l’identità vera del nostro popolo”.

 

Articolo uscito su Il Corriere del Sud pagina 35 “Spettacoli” n° 11  Anno X  
15 – 30 GIUGNO 2001
con lo stesso titolo